Dal 1946 in poi
LA MORTE DEL RISORGIMENTO CAUSE E COLPEVOLI
I primi che deviarono dal solco del risorgimento furono proprio i monarchici, poi del tutto i fascisti e i democristiani, ma i comunisti alla fine fecero lo stesso. Questi si misero subito in competizione nefasta con i socialisti staccandosi da loro e fondando un nuovo partito nel 1921. Così incominciarono a rinnegare anche tutti i capisaldi del pensiero di Mazzini in nome di una nuova ideologia marxista pretestuosa apparentemente super moderna e super scientifica: oggi abbiamo visto che alla resa dei conti è servita ovunque a far nascere una strana forma di capitalismo statalizzato mescolato a dittature di stampo feudale. Il povero Mazzini almeno era super democratico, non avrebbe accettato mai un paese chino a Russi o Americani, peggio ancora al Vaticano come ai vecchi tempi. Così andarono persi i seguenti valori:
– prima di tutto l’idea di patria che per i comunisti era diventata evidentemente l’Unione Sovietica. intesa come la ipotetica anticipazione di un paradiso futuro.,.
– conseguentemente abbandonarono l’idea di autonomia e indipendenza nazionale tanto cara a Mazzini. Ieri veniva fatto in nome dell’internazionalismo sovietico proletario, oggi in nome della globalizzazione mondialista, un concetto dove la patria che accoglie tutti indiscriminatamente sparisce quasi del tutto, sommersa da tanto amore verso l’esterno tranne che per se stessa.
– l’idea stessa di libertà che all’ombra della dittatura del proletariato venne intesa in un modo molto particolare e riduttivo
– abbandonarono a parole l ‘idea di giustizia sociale interclassista che poi era realisticamente l’unica di fatto praticabile. Infatti anche il Pci fece solo quello nonostante decantasse a parole la rivoluzione prossima ventura, magari continuando ad accusare i socialisti di riformismo vile e capitolardo. Alla fine, i rivoluzionari duri e puri preferirono l’esplosione avventurista e massimalista del biennio rosso (1919.1920), favorendo potentemente la nascita del fascismo, piuttosto che la alleanza relativamente calma ma consolidata e produttiva tra i socialisti e Giolitti: l’unica forma di compromesso storico che si è realizzato veramente e che ha portato bene all’Italia. Questa alleanza sia pure tra mille contraddizioni (militarismo coloniale e abbandono del sud), aveva dato comunque al paese risultati molto importanti: la fondazione della prima rivoluzione industriale al nord, il riconoscimento e l’importanza strategica dello stesso partito socialista, il suffragio universale; stiamo parlando di uno che avrebbe impedito la Prima guerra mondiale, attaccato i fascisti qual ora fossero diventati troppo pericolosi. Ora sicuramente il trasbordo delle masse dal partito socialista a quello comunista è stato provocato da una serie di cause una più importante dell’altra:
– il terribile sacrificio e massacro della Prima guerra mondiale che aveva enormemente esasperato le masse ovviamente in senso rivoluzionario
– il sorgere della rivoluzione in Russia, a maggior ragione, le aveva spinte in quella direzione
– la ambiguità dei socialisti nell’attaccare la guerra
– non da ultimo lo stesso tradimento di Mussolini che ebbe conseguenze devastanti sulla presa ideologica dele masse, le quali dismesso il grande idillio di inizio secolo, guardarono ai socialisti con sospetto se non con disgusto. Questo fu indubbiamente il male più grande che il Duce fece al paese, contribuendo a rovesciare i rapporti di forza a sinistra, avvalorando la egemonia comunista fino alla reciproca e catastrofica distruzione di entrambi le forze storiche della sinistra italiana. Alla fine Mussolini tradì anche sé stesso; da fervente anticlericale passò a firmare i patti Lateranensi del 1929 ripristinando in gran parte il potere temporale della chiesa. In questo modo iniziò una fatale operazione trasformistica nei confronti del risorgimento, il quale più veniva esaltato a parole in senso retorico e propagandistico e più veniva seppellito e dimenticato nei fatti. Operazione che dura tutt’ora e su cui si basa forzatamente la esaltazione del vaticano (incompatibile con le origini risorgimentali) e di tutte le sue politiche, compresa da ultimo la invasione dei migranti. Incredibilmente il terzo tradimento fu proprio quello fatto da Togliatti che nel 47 durante la Costituente tornò ad avallare i patti lateranensi. Così, comportandosi come Mussolini, compì a tutti gli effetti un vero proprio definitivo rovesciamento della storia italiana. Tutti fanno finta che sia iniziata nel 1860 come sta scritto, per convenienza, nei libri di storia, ma iniziò nel 1946 nel modo peggiore a parte la fanfara del trionfalismo democratico. Questa assurda competizione tra socialisti e comunisti alla fine ha portato alla morte di entrambi lasciando l’Italia orfana di una gloriosa tradizione storica che aveva riguardato la lotta e la vita di milioni di persone. Sono passati pochi decenni ma nessuno si ricorda più del partito socialista come nessuno si ricorda più di Mazzini ecc. Eppure le vere origini della sinistra italiana stanno proprio li.
Così nel ’46 l’Italia rinacque una seconda volta assai malamente sotto la impronta di una semi dittatura clericale vaticana che contribuì a dare alla DC più potere della stessa valanga di dollari americani e del loro permanente ricatto terroristico militare basato sul divieto assoluto che i comunisti potessero vincere le lezioni. Per lo stesso motivo gli americani fecero rinascere alla grande mafia e massoneria ancora una volta come garanzia e sbarramento interno anticomunista, contribuendo ulteriormente a impedire lo sviluppo di una sana democrazia. In effetti avevano dato alla Dc un mandato di operare la corruzione più grande possibile pur di raggiungere il loro scopo la qual cosa riuscì perfettamente.
– a questo punto la opposizione comunista si manifestava attraverso una ideologia incapace di concretizzare un vero ruolo di antagonismo in un paese che invece ne aveva un bisogno disperato. Una opposizione fittizia che alla fine si autodistrusse non prima di aver coinvolto nel fallimento generale anche il partito socialista. A questo punto il risorgimento era bello che affossato una volta per tutte. Tuttavia questo è accaduto in un modo curioso e particolarmente trasformista. Fino all’avvento di Woitila la Dc operò un doppio registro ideologico: da una parte la finta rievocazione del risorgimento come se avesse ancora un sia pur minimo valore se non altro memoriale e poi naturalmente praticando il contrario esatto nella reale e concreta esaltazione del potere della chiesa. Ci fu un periodo negli anni 60 in cui per tv ogni tanto facevano vedere degli sceneggiati dedicati all’argomento. Oggi come oggi chi sa che la bandiera tricolore è nata cisalpina giacobina e anticlericale anche se poi è stata scippata dalla monarchia, dal fascismo e da ultimo dalla nostra mezza repubblica pseudo laica? Chi sa che il nostro inno è stato composto da un ragazzo che è morto combattendo a vent’anni contro il papa,’ soprattutto chi sa che tutto questo non è folclore ammuffito ma ha un senso storico preciso : in uno stato ci può essere un solo potere legittimo e non ce ne possono esser due, o peggio più di due: oltre alla chiesa mafia, massoneria servizi segreti ecc ecc Insomma l’eterno complotto da cui ci liberemo solo rovesciando il regime… . Basterebbe guardare quante volte e per quanti minuti compare per tv la figura del papa e quella del nostro presidente … Sembrerebbe che stiamo parlando di reliquie e cianfrusaglie polverose, come se per esempio si potesse parlare solo degli eroi della resistenza ( eppure hanno fallito anche loro) e non di quelli del risorgimento ormai solo ridicoli e inopportuni; ma dal fallimento del risorgimento e dall’abbandono di molte delle parole d’ordine mazziniane sono derivati tanti dei nostri guai attuali. Potrebbero accusarci di fare un discorso del tipo: se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tramvai…oppure di dire cose dette e ridette, fritte e rifritte, una partita di calcio in cui ormai il risultato negativo è risaputo e fissato per sempre. Infatti purtroppo è così. I ragazzi questo risultato lo sanno benissimo, Tanto è vero che sono vent’anni che chiedo ai ragazzi che fanno l’Erasmus come mai se ne vanno dall’Italia e rispondono; qui ci stanno la mafia e il papa non c’è nessuna possibilità di cambiamento adombrando che tra i due fatti ci sia un inquietante collegamento. Va bene il risultato lo sanno già ma non conoscono l’andamento della partita e noi stiamo cercando di raccontargliela.
Il fatto è che il risorgimento è stato decapitato per ben due volte. La prima volta quando la monarchia nel 1929 con i patti lateranensi fece risorgere il potere temporale, e la seconda volta quando Togliatti incredibilmente, nel 1947 (ai tempi della Costituente) gli diede il colpo decisivo avvalorando l’operazione precedente. In questo senso completò definitivamente l’eredità clericale di Mussolini comportandosi come lui. Togliatti disse di averlo fatto per impedire una guerra civile profetizzando in un lontano futuro addirittura una alleanza con la stessa DC; ma se in quel momento ci fossero stati i socialisti a guidare la sinistra, avrebbero impedito il rinascere della guerra civile ma nello stesso tempo bloccato i patti lateranensi cercando una mediazione storica diversa (impossibile per i comunisti) con i protestanti americani. A questo punto l’ultimo tradimento, quello più grande di tutti, fu svolto proprio quello della DC che ha completamente fatto dimenticare le origini giacobine del risorgimento e nello stesso tempo affidato alla esaltazione del potere temporale la sua sciagurata egemonia politica e culturale. Pochi anni dopo Togliatti inopinatamente continuò a favorire la destra, non più quella clericale ma quella fascista vera e propria, cioè fece liberare di punto in bianco 10.000 fascisti finiti in galera per gravi crimini di guerra. Poteva tenere in galera i casi più gravi facendone uscire solo la metà, cioè 5000, e nello stesso tempo trattare la liberazione dei partigiani imprigionati per gli stessi motivi. Invece fece liberare tutti e così l’uomo che aveva già dato al risorgimento il colpo della morte diede una bella botta anche alla Resistenza. In un certo senso il terribile oblio di queste grandi rivoluzioni popolari, il risorgimento e la resistenza, si rincorre l’una con l’altra, ma nessuno lo capisce. Se mi dimentico dell’una prima o poi mi dimenticherò anche dell’altra. Da allora la nebbia è caduta sulla vera interpretazione di quanto e è accaduto. Dimenticare e cancellare tutto questo significa spostare l’orologio della storia come se l’Italia non fosse nata nel 1860 -70 ma nel 46, ossia non dal grembo di una rivolta giacobina prima e in seguito di una guerra monarchica anticlericale, voglio dire entrambi ferocemente anti vaticano, ma da quello sacramentato di santa romana chiesa e da quello opportunista legato alla sopravvivenza a tutti i costi del Pci. Questa grande e duratura operazione di travisamento e del peggior trasformismo è nata perché evidentemente la si considerava assolutamente necessaria per la sopravvivenza del paese. Questo grazie soprattutto alla scuola e a quegli stessi libri di storia che hanno taciuto per anni sul massacro del brigantaggio meridionale e che di solito non raccontano nulla sull’Italia dopo il 1946. Ma, anche quando lo fanno, ne deriva un racconto del tutto ideologico e quindi ininfluente. Infatti come devono travisare il risorgimento così devono tacere sulla grave corruzione della DC e sulla assurda inconsistenza teorica e pratica del Pci. Questo nonostante che il Pci avesse una organizzazione di ferro con milioni di militanti che però non lo salvò dal disfacimento finale, quando dal modello sovietico è passata come se nulla fudesse a quello americano cioè al PD, vale a dire al club di Topolino…Devono nascondere il tradimento della DC non solo verso il vero cristianesimo ma nei riguardi del l’intero paese totalmente asservita alla mafia, agli americani e al vaticano. Non dimentichiamo la mafia e la massoneria allevate e gonfiate a dismisura in funzione anticomunista, fenomeno culminato con le stragi di stato fomentate e organizzate dai servizi segreti americani. Continuando sulla serie delle grandi bugie bisogna far credere che la mafia è quasi sconfitta, che siamo in una democrazia che al 60% è in via di estinzione; che il fenomeno migratorio non è la salvezza del paese ma non un problema trascurato e ormai troppo grande, che il calo demografico sta già sancendo una terribile decadenza generale ecce cc. Non riusciremo a salvarci se non ripristiniamo il senso della verità storica, se non ritroviamo un sano spirito della nostra identità nazionale e patriottica senza farcelo sciaguratamente rubare dalla destra.