GIOCHI D’ACQUA A RIESE

Svegliandomi da un sogno doloroso, profondo e inquietante,
ho scorto all’improvviso sullo sfondo lussureggiante della mia terrazza
una fantasmagorica gentile e pazza
di alti zampilli, di girandole turbinanti e di scroscianti cascate con infiniti altri giochi d’acqua.

Ricordandomi di te ho rivissuto i mille spruzzi della risacca
quando li sentivo sgocciolare sul viso come piccoli freddi diamanti
mentre i tuoi baci e il tuo sorriso mi facevano sprofondare nell’umido
gioco dei giovani amanti.

Pendono dal nulla improponibili corde liquide di fachiri invisibili
e anch’io mi dimentico della mia ottusa gravità,
mentre la mia anima assume la stessa frescura e levità di quelle fantastiche gocce d’acqua.

Vedo zampilli salire al cielo in forma di spirale
come serpenti sguscianti su delle umide scale,
a cui hanno tolto ogni veleno
mentre queste assumono i colori dell’arcobaleno.

Altri ancora li vedo mentre squarciando un liquido velo
sembrano spegnersi o accendersi come fuochi fatui nel corso
di un oscuro gioco profetico
nascondendo a tutti il loro incomprensibile messaggio segreto.

Altri girano sempre intorno come manovrati
dall’eterno ritorno.

Ma il più bello è quando si accendono tutti insieme
come un’unica cascata prorompente che sembra
finalmente sciogliere tutto il sale e l’amaro della gente.

E’ questo d’estate il più grande refrigerio che risveglia
in me un antico desiderio di patria e identità perdute
sulle rive di San Marco.

Solo questo spegne il mio fuoco interiore
anche se quelli scrosci lontani, svaporando e irradiando,
sembrano evocare il furore di un incendio che subito
avvampi inseguendo le tremule e fuggitive onde di grano nei campi.

Così anche nella vita si confonde e si mescola la confusione e il miraggio
del falso e del vero
ma non si brucerà soltanto chi saprà comportarsi in modo autentico e sincero
con i suoi compagni di questo breve viaggio.

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